4 settembre 2008

Intervista a Miyazaki su "Ponyo on the Cliff by the Sea"

Come annunciato Hayao Miyazaki ha "accompagnato" il suo nuovo film "Ponyo on the Cliff by the Sea" a Venezia in gara alla 65 º Mostra Internazionale del cinema di Venezia.

Il film ha ricevuto "un'accoglienza trionfale per la proiezione in anteprima per la stampa del nuovo lungometraggio animato del maestro giapponese Hayao Miyazaki. La proiezione di 'Gake no Ue no Ponyo', nel concorso principale della Mostra di Venezia, e' stata seguita da una standing ovation e da un applauso durato ben 10 minuti, il piu' lungo per ora tributato dai giornalisti in questa edizione della Mostra in un'anteprima stampa."

Ecco alcune delle domande poste al maestro durante la Conferenza Stampa:

Maestro Miyazaki, lei ha scelto di non affidarsi alle tecniche della computer grafica, realizzando più di 170 mila disegni a matita. Come mai? Cosa pensa dei suoi "rivali" americani della Pixar?
Sono convinto che il digitale sia una cosa estremamente utile, tuttavia in questo film si veniva ad indebolire quella che era la vera forza della storia. Per questo sono ricorso alla matita. Attualmente la computer graphic viene utilizzata molto e talvolta eccessivamente. Per questo voglio continuare ad utilizzare la matita il più possibile nel mio futuro. Non ho rivali alla Pixar� solo amici e persone a me care!

A quali storie si è ispirato per ricreare gli abissi dell'oceano?
Mi sono ispirato a La Sirenetta di Hans Christian Andersen. Ho letto quella favola per la prima volta quando avevo 9 anni. Non ero d'accordo sull'idea che la sirenetta non dovesse avere un'anima. Una cosa che era "esclusiva" agli esseri umani. Dunque ho voluto scrivere questa storia con un certo senso di rivalsa.

Come mai questa volta ha voluto realizzare una pellicola adatta soprattutto ai bambini che comunque riesce a meravigliare anche i grandi?
Sono stato ispirato dal fatto che molti membri del mio staff hanno recentemente avuto dei bambini. Ho visto quei neonati e questa è diventata la mia motivazione nel fare il film. Trovo che sia una cosa molto positiva realizzare film di questo tipo. Quando davanti a me ho tanti bambini, riesco a trovare la vera speranza.

Cosa c'è nel futuro di Miyazaki?
Ho 67 anni e, di sicuro, quando la mia prossima opera sarà completata ne avrò almeno 70. Sono certo che sia arrivato il momento di cercare anche l'aiuto delle generazioni più giovani.


Aspettiamo ansiosi il verdetto della Giuria!

(Fonte: Adnkronos.com, Blog.screenweek.it)

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